13 aprile - Ecco il resoconto dell'Assemblea Annuale dei Soci

a2014aDomenica 13 aprile

Ecco il resoconto dell'Assemblea Annuale dei Soci

 

Aic Trentino chiede l’attuazione della legge provinciale per garantire la dieta senza glutine anche fuori casa e  formare gli operatori di mense e ristoranti

 

Sono 1.750 le persone alle quali fino ad oggi l’azienda sanitaria provinciale ha diagnosticato la celiachia. Nel 2013 le nuove diagnosi sierologiche di celiachia sono state 160 e tutte hanno trovato conferma nel successivo esame gastroenterologico. Di questi 160, il 52% è costituito da ragazzi che hanno meno di 15 anni. Fatto inconsueto: in quattro casi le diagnosi hanno riguardato bambini entro il primo anno di vita. La distribuzione nei vari distretti sanitari della provincia è omogenea.

a2014bA fornire i dati aggiornati è stata Danila Bassetti, del laboratorio di analisi dell’azienda sanitaria. durante l’assemblea annuale dell’Associazione italiana celiachia (Aic) del Trentino, svoltasi oggi a Mattarello. Ad Aic Trentino aderiscono oggi più di mille persone cui è stata diagnosticata la celiachia.

 

Indispensabile la collaborazione dell’Azienda sanitaria.

Aprendo l’incontro la presidente di Aic Trentino, Rosanna Giramonti, ha sottolineato la richiesta rivolta alla politica e alle istituzioni di dare attuazione, attraverso il confronto con gli assessori competenti e l’Azienda sanitaria, alle norme della legge provinciale 8 del 2011, che disciplina nel nostro territorio gli interventi a favore delle persone affette da intolleranza al glutine. In particolare Giramonti ha evidenziato l’urgenza per Aic di essere affiancata, come già avviene nelle altre regioni, dal Sian (il Servizio igiene alimenti e nutrizione dell’azienda sanitaria) nella gestione degli interventi informativi e formativi rivolti a tutti gli operatori che si confrontano con le esigenze delle persone celiache sia nella ristorazione collettiva (mense scolastiche, ospedali, case di riposo, luoghi di lavoro, ecc.), sia nella ristorazione privata. La salute dei celiaci infatti, specie se bambini e adolescenti, dipende dalla possibilità di trovare un’alimentazione fuori casa (afc) adatta alla loro necessità di assumere esclusivamente prodotti e piatti senza glutine. Ciò rende indispensabile che gli operatori della ristorazione conoscano la celiachia e sappiano evitare di contaminare con il glutine contenuto soprattutto nella farina di grano i prodotti e gli alimenti preparati, offerti e serviti in tavola. Oggi sono i soli volontari di Aic Trentino ad occuparsi di garantire e di controllare costantemente che nella nostra provincia i ristoranti, gli alberghi e altri pubblici esercizi offrano alimenti senza glutine. Ma anche nelle mense pubbliche, scolastiche e degli ospedali, non sempre la preparazione di chi gestisce questo servizio è sufficiente per tutelare la salute dei celiaci attraverso una dieta corretta, vale a dire rigorosamente gluten free. Ecco perché l’intervento dell’azienda sanitaria, previsto dalla legge provinciale, diventa a questo punto determinante per dare supporto all’impegno di Aic. Aic che con i propri volontari lavora su più fronti e che ultimamente ha preso contatto anche con Mc Donald’s perché offra anche prodotti senza glutine, con l’associazione Bed&Breakfast di qualità del Trentino e l’Associazione Upipa (Unione provinciale istituzioni per l’assistenza, cioè case di riposo).

 

a2014cL’assessore Borgonovo Re: Provincia attuerà la legge sulla celiachia.

Ad assicurare la disponibilità della Provincia a collaborare strettamente con l’associazione a questo scopo è stata l’assessora alla salute e alla solidarietà sociale Donata Borgonovo Re, intervenuta ieri al primo congresso scientifico organizzato dal comitato medico e specialistico di Aic Trentino alle Terme di Comano (sul tema delle correlazioni tra malattia celiaca, infertilità, poliabortività e cute). “I veri snodi del problema celiachia nel Trentino – ha detto l’assessora – riguardano il settore delle mense pubbliche, delle scuole, della ristorazione, dell’informazione e della formazione dei soggetti che dalla sanità alla vita sociale interagiscono con le persone affette da intolleranza al glutine”. Rivolgendosi a un centinaio di professionisti della salute, medici, dietiste e infermieri, ma anche ai responsabili dell’associazione, Borgonovo Re ha sottolineato che la celiachia è una “malattia sociale di cui vari servizi devono farsi carico”. Il versante dove a suo avviso occorre lavorare di più è proprio quello della formazione e dell’informazione. In diversi ambiti: medici di base, operatori delle mense pubbliche e scolastiche, ma anche degli ospedali, dei luoghi di lavoro, dei ristoratori e degli alberghi, dove è importante garantire un’alimentazione compatibile con le necessità delle persone celiache. “Nonostante il varo della legge provinciale 8 del 2011 – ha aggiunto l’assessora – e un percorso diagnostico-terapeutico tracciato dalle norme, dobbiamo ancora redigere un rapporto annuale sullo stato su questa patologia nel Trentino”. “Abbiamo molto da fare – ha concluso Borgonovo Re – ma anche le potenzialità per riuscirci, a partire da un’associazione come Aic, che ci rende sensibili ai problemi di chi vive la condizione legata alla celiachia”. Al congresso scientifico di Comano ha portato un saluto anche il presidente dell’ordine dei medici-chirurghi della provincia Giuseppe Zumiani.

 

a2014aInfertilità e poliabortività: utili anche gli esami per accertare la celiachia.

Tornando all’assemblea di Aic, Carlo Polloni, medico e presidente del comitato scientifico di Aic Trentino, ha riassunto l’esisto del congresso di ieri a Comano. Due gli obiettivi importanti raggiunti: il coinvolgimento di ginecologi, dermatologi e di altri specialisti interessati al rapporto di correlazione, dimostrato con numerosi dati, tra la celiachia e i problemi dell’apparato riproduttivo femminile nonché con le malattie della cute; l’altro effetto sta nello sviluppo dell’inserimento, già avviato l’anno scorso nel centro procreazione medicalmente assistita di Arco, della diagnosi della celiachia nei casi di infertilità, e la proposta di prevedere esami sierologici specifici per la celiachia nell’accertamento delle cause della poliabortività.

 

La celiachia non è una moda.

La specialista del laboratorio analisi del’azienda sanitaria provinciale, Danila Bassetti, del Comitato scientifico Aic Trentino, ha indicato nell’epigenetica la frontiera della ricerca sulla celiachia. Geni (Dna) e glutine, infatti, non si possono più considerare fattori sufficienti per spiegare lo scatenarsi della celiachia nell’organismo umano. Gli studi più recenti hanno concentrato l’attenzione sul microbiota, popolazione di batteri e microorganismi che albergano nel nostro intestino e il cui squilibrio contribuisce probabilmente all’insorgere della celiachia. Bassetti ha anche messo in guardia dalla pericolosità della moda, completamente priva di fondamento ma che sta prendendo piede nel mondo, sostenuta da star dello sport come Novak Diokovich, di chi sconsiglia di mangiare alimenti con glutine anche se non si è celiaci, perché questa dieta farebbe bene alla salute. Sempre più frequente è purtroppo anche la confusione fra gluten sensitivity e celiachi. La prima non è una malattia diagnosticata ma una sindrome avvertita da chi, pur non avendo l’intestino danneggiato dal glutine, avverte del malessere quando assume alimenti nei quali questa proteina è contenuta. La celiachia è invece una patologia diagnosticata per curare la quale la dieta con alimenti senza glutine hanno valenza terapeutica. “Il punto – ha chiarito Bassetti – è che un conto è la necessità del senza glutine e un altro è la scelta del senza glutine. La distinzione dev’essere netta”. Infine una raccomandazione: pretendere che i referti medici da cui è attestata la malattia celiaca non siano più criptici ma chiari e leggibili da tutti.

 

a2014dCeliaci “declassati” in Europa ma tutelati in Italia.

Susanna Neuhold, responsabile nazionale area food, ha evidenziato le novità in materia di celiachia derivanti dal nuovo regolamento europeo 609/2013. Le norme comunitarie tolgono a partire dal luglio 2016 gli alimenti senza glutine da quelli considerati dieto-terapeutico, declassando in tal modo la celiachia dal rango di patologia a quello di problema dietetico (simile a quello dell’obesità). La disciplina europea prevede di inserire gli alimenti senza glutine in un altro regolamento: il 1169/2011 riguardante l’etichettatura dei prodotti in commercio. Il messaggio è che a livello europeo per il senza glutine non si ritiene necessaria una norma particolare. Si equipara quindi questa dieta a quelle senza zuccheri o senza grassi. Cosa aspettarsi? Secondo Neuhold, anche se Aic non è riuscita, nonostante un’incisiva azione di lobby, ad evitare questa deriva europea, in Italia è ancora possibile garantire ai celiaci tutte le tutele necessarie alla loro salute. Questo perché Aic ha saputo sensibilizzare prima e poi convincere in modo trasversale le forze politiche presenti in Parlamento e le il governo che il Sistema Celiachia Italia merita una difesa forte e compatta. In ogni caso le norme del regolamento sull’etichettatura riguardanti i prodotti senza glutine entreranno in vigore solo nel luglio 2016. C’è quindi tempo per arrivare a questo risultato con un decreto legislativo o un atto legislativo. Intanto Aic sta affiancando il ministero della salute e a prestare attenzione a quanto accade in Europa, dove ora il regolamento dev’ essere attuato da un provvedimento esecutivo. Atto di cui già esiste una bozza. L’obiettivo di Aic è mantenere la distinzione tra gli alimenti adatti ai celiaci e quelli per tutti. Si tratta di trasformare gli alimenti ex dietetici in prodotti “specificamente formulati per celiaci”.

 

Afc ed eventi.

L’assemblea è proseguita con la presentazione di altri due progetti: quello dell’Alimentazione fuori casa (Afc) per l’inserimento di altri ristoranti e pubblici esercizi nel network dei locali certificati da Aic; e degli eventi previsti nel 2014 per dare visibilità all’associazione e alle problematiche dei celiaci. Molto vivace, infine, il botta e risposta tra i soci e i medici e specialisti del Comitato scientifico di Aic.