Fare gli esami prima di iniziare la dieta

Salve dottore, sono R., e da circa un anno è iniziata la mia lotta con il glutine. Tutto è iniziato con dei normali dolori addominali, seguiti da forti gonfiori e in seguito a feci strane, con delle squame bianche (mi accorgevo dei malesseri soprattutto dopo aver mangiato alimenti quali pane, pasta..). Dopo circa una settimana di dolori vari, spontantaneamente ho cominciato a diminuire il glutine dalla mia dieta (memore di una intolleranza già avuta da piccola) e pian piano ho cominciato a stare meglio. Dopo pochi giorni, ho provato a reintrodurre cibi contenenti glutine e addirittura il problema si è presentato aumentato, con tutti i precendenti sintomi, più una forte dermatite sul volto (il quale sembrava quasi ustionato). Agitata per quanto accaduto, forse erroneamente, ho letto su internet la possibilità di fare un test che verificasse la predisposizione alla celiachia. Il risultato che mi perviene è di un'alta predisposizione, così mi viene detto di iniziare una dieta priva di glutine (che nel frattempo avevo già iniziato). Effettuo anche gli esami del sangue, che però mi risultano negativi. Nel frattempo i mesi trascorrono e io continuo con la mia nuova alimentazione, traendone anche certi benefici, e provando subito malessere venendo a contatto con cibi contaminati (addirittura con bagnoschiuma o altro, provenienti dal grano). Ciò che mi era stata diagnosticata era una sensibilità al glutine. Passato quasi un anno, svolgo una visita medica da un altro dottore, il quale mi prescrive una gastroscopia. Il referto rileva una presenza di 3 IEL/100EC. Vorrei sapere, cosa significa questo valore? E' attendibile una gastroscopia dopo 11 mesi di dieta priva di glutine? Potrei essere celiaca?

 

Gentile Signora,  se la gastroscopia a cui si è sottoposta segnala solo la presenza di 3 IEL/100EC e non di atrofia,  essa è normale, ma essendo stata fatta dopo 11 mesi di dieta senza glutine, non può escludere la celiachia. Non è chiaro dalla Sua lettera quali esami ha fatto, sia per quanto riguarda il test che ha verificato la Sua alta predisposizione, che  gli altri esami del sangue fatti in un secondo momento risultati negativi. Se tali esami sono stati fatti dopo che Lei aveva iniziato la dieta senza glutine, anch'essi non sono attendibili per fare o escludere una diagnosi di celiachia. Resta il fatto che la dieta senza glutine Le ha fatto recedere i suoi  disturbi, e ciò può voler dire che Lei ha la celiachia o la cosiddetta "sensibilità al glutine" (che non è la celiachia), due situazioni in cui la dieta senza glutine fa scomparire i sintomi, che sono peraltro simili. Per poter fare o escludere una diagnosi di celiachia Lei dovrebbe riprendere una dieta libera, cioè con glutine e dopo almeno 3 mesi ripetere gli esami del sangue, relativi alla ricerca degli anticorpi specifici della celiachia e cioè gli anti TG e gli Ema e la gastroscopia. In caso contrario Le resterà sempre il dubbio ed è molto importante sapere se si è celiaci o no, per tutte le importanti implicazioni che una tal diagnosi comporta.

Distinti saluti.

dr. Gino Zambaldi.